martedì 1 maggio 2012

Il decalogo del razzista post moderno

Ho appena concluso una conversazione con mia madre che definire surreale è a dir poco riduttivo.
Tutto comincia con una notizia di "gossip" del quartiere, una figlia di una mia vicina di casa sta con un ragazzo "di colore" mi dice mia madre tutta indignata, ed io "e quindi cosa c'è di male? se è una persona intelligente e che la rispetta dov'è il problema?" e  lei " ma è un negro!" così parto con la provocazione e dico " uindi se uno dei miei fratelli ti portasse a casa una pluri laureata ad harvard che parla 6 lingue, non la vorresti solo perchè è di colore?" e la risposta (inquietante) è stata "si non la vorrei."
E da lì è nata l'apologia del razzismo made in padadania, quello subdolo, quello che "io non gli faccio niente, ma io sto qua e loro lontano da me" quello che rievoca ideologie di hitleriana memoria, quello che alla frase, "ma allora nemmeno mio morso ti sta bene visto che è irlandese" mi sento rispondere "ma che centra, lui è fatto come noi"
FATTO COME NOI? cosa vuol dire fatto come noi? Perchè un asiatico, un africano, un sudameicano non sono fatti come noi? e tu saresti figlia del dopo guerra? quello che hai visto, studiato, letto, non ti è bastato?
Io di fronte a tutta questa ristrettezza mentale non so cosa dire, rimango completamente basita, e anche abbastanza ferita e si, diciamolo pure, incazzata nera. (scusate il francesismo)
Soprattutto perchè viene dalla mia famiglia, anzi ancora peggio, da chi dovrebbe essere l'essenza stessa della famiglia, da chi dovrebbe insegnare quello che è giusto o sbagliato.
Alle volte mi domando come ho fatto a crescere così radicalmente diversa da lei, e ogni giorno ringrazio Dio per questo.
Sono affranta, ed attonita davanti alla pochezza dell'essere umano occidentale.

6 commenti:

  1. Eh.. che dire, mia madre è uguale. Parla parla, ma poi alla fine è razzista e pure di brutto. Pensa che un giorno parlavo del mio collega marocchino (che poi te lo deve dire lui che è marocchino, perché di tuo non te ne accorgi), e le raccontavo che ci facciamo scherzi, cose così. E lei vedo che fa la faccia storta. Come mai, le chiedo. Mah, è marocchino... come dire: ma come fai a socializzarci? Eh, non lo so, vedi tu, è simpatico, cosa devo fare, evitarlo perché non è nato in Italia? Ma sai a me che me ne frega. Oppure qualche anno fa che mi piaceva un ragazzo della Costa d'Avorio. Apriti cielo! Meno male che per vari motivi non abbiamo potuto frequentarci (non c'entrano i miei cmq) se no mi avrebbe fatta veramente diventare scema. A dire il vero, di madri che accettano che i figli o le figlie frequentino stranieri, soprattutto se sono di colore, non ne conosco una! Siamo ancora tanto indietro qui in Italia...
    Ma d'altra parte penso: se mi hanno fatto terrorismo psicologico per anni perché "se non sei vergine non ti sposa più nessuno" (sì, siamo negli anni 30 guarda) e lo pensano anche le mamme delle mie amiche, come possiamo pensare che siano così avanti da accettare qualcuno che ha la pelle di un colore diverso? Lunga la storia... e scusa il papiro! :)

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  2. ridendo e scherzando credo che anche i miei mi farebbero storie per uno di colore, me le hanno fatte per mesi per il mio ragazzo perchè è "solo" un oss....non so cosa sperino per il nostro futuro..forse tutte queste cazzate sono dettate dall'amore...ma anche io ci ho fatto di quelle litigate che mezze bastano

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  3. davvero.. ci credo.. nel 2012 ci dobbiamo stranire ancora per queste cose. Aiuta tua madre a comprendere che siamo tutti uguali.. anzi forse c'è chi è meglio di noi.. popolo senza palle con questo governo che fa quello che gli pare e noi sappiamo solo pagare.

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  4. Non è bello che ci siano ancora persone che la pensino in questo modo, con tutto il dovuto rispetto verso tua madre ovviamente.
    Siamo tutti uguali e anza, dovremmo portare ancora più rispetto a coloro che con coraggio abbandonano la loro patria e arrivano qui da noi a fare le mansioni più umili.

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  5. Per fortuna hai un' apertura mentale diversa dalla tua genitrice.
    Un pensiero del genere è inammissibile.

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  6. Da emigrata onestamente si vedono le differenze. Anche qui. Ci sono gli emigrati di serie A (europa occidentale, australia, america, nuova zelanda) e quelli di serie B (africani, sudamericani, orientali, est europa) Io ho la fortuna di lavorare in una compagnia altamente multietnica, e con pari opportunità per tutti, dove i dirigenti sono quasi tutti donne, e la mia manager è nigeriana. Io ringrazio tutti i giorni per lavoriare in umbiente che è così vario, quello che ho imparato a livello umano in questo anno non me lo toglierà mai nessuno. Mi dispiace che mia madre sia ancora legata a questi stereotipi antidiluviani, voglio pensare che sia l'està e gli anni di pensione spesi a casa a guardare la tv...ed il bello è che mia nonna era mille volte mentalmente più aperta di lei...cmq si, concordo con Elena, non oso pensare se io o qualcuno della mia famiglia dovesse portarle a casa un fidanzato/a di colere. Mi fa un infarto!

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